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Il turismo sostenibile – L’ecoturismo
Il turismo sostenibile è “il turismo che non consuma la risorsa ma la lascia immutata perché le future generazioni di operatori e turisti possano ancora usufruirne” e rivolge la propria offerta a persone con uno stile di vita attento all’ambiente e ai propri simili.
I principi del turismo sostenibile prevedono la valorizzazione sociale, culturale ed economica del territorio e della comunità in esso residente, attraverso la promozione della gestione dei servizi turistici da parte della popolazione locale, ma anche (è questo il fatto del tutto nuovo) attraverso il coinvolgimento diretto del turista, non più fruitore passivo di servizi, come avviene nel turismo di massa, ma soggetto attivo, “responsabile”, chiamato a giocare un ruolo di primo piano nella tutela dell’ambiente e della cultura locale, attraverso il rispetto di alcuni codici di comportamento e la scelta di un prodotto di viaggio effettivamente ecocompatibile.
 Lo sviluppo turistico sostenibile non guarda solo ai benefici economici a breve termine, ma contribuisce a realizzare un’offerta turistica integrata con il territorio e promuove un alto livello di qualità della vita non solo per il presente, ma anche per le generazioni successive
L’ecoturismo costituisce un modello esemplare di sviluppo sostenibile, in quanto è un turismo prevalentemente individuale o di piccola scala (gruppi fino a 25 persone ed alberghi con meno di 100 letti), gestito da piccole e medie imprese in aree naturali, determinando in questo modo bassi impatti ecologici e sociali sul territorio, a differenza del turismo di massa.
 Di fronte alle minacce poste, nei confronti degli ecosistemi e della biodiversità, dallo sviluppo del turismo di massa e da altre forme di turismo non adeguatamente pianificate e gestite, l’ecoturismo, mercato di nicchia ma in continua ascesa, si pone dunque come uno strumento teso a limitare gli impatti ambientali ed anzi a promuovere la tutela delle risorse naturali e culturali la cui attrattività è alla base del successo dell’industria turistica.
L'ecoturista tedesco, quello cioè più presente in Italia, mediamente ha un’età compresa tra 40 e 49 anni, è di sesso femminile, ha un buon livello economico, un buon livello di istruzione (laureato) e spesso un lavoro da insegnante (Progetto TCCA).
L'ecoturista italiano è giovane, con un'età compresa tra i 25 ed i 34 anni (55%), lavora nel terziario, ha un buon livello di istruzione (48% diploma, 45% laurea) e preferisce organizzare in maniera indipendente le proprie vacanze (62%). (www.ecobilancioitalia.it)


Il mercato in Sardegna
Il Piano di Marketing Turistico 2008/2009 della RAS segnala per gli anni 2000-2006 un incremento del movimento turistico ed evidenzia “una dinamica del turismo internazionale più vivace rispetto a quello domestico: a fronte di un aumento annuo del 7,89% degli arrivi stranieri, nel periodo 1999-2006 il numero di italiani è diminuito dello 0,17%.” Questo fenomeno si spiega con l’aumento dei voli internazionali low-cost e con la crisi economica crescente, che penalizza la capacità di spesa delle famiglie italiane.
Una fascia crescente di italiani con livello culturale ed economico medio-alto, sceglie l’Isola come meta delle proprie vacanze anche in periodi di bassa stagione, più adatti per questioni climatiche alle attività non balneari. Questo turista ricerca le condizioni che consentono di apprezzare le bellezze naturali nella loro interezza, assaporando anche colori e profumi più intensi nelle altre stagioni che non in estate.  Senza tenere conto del maggior affollamento dell’alta stagione estiva, che rende, per questa categoria di persone, meno piacevole il soggiorno sotto diversi punti di vista.
In questo ambito cresce significativamente il numero di cicloturisti e di trekkers, costituiti da piccoli gruppi prevalentemente di stranieri (tedeschi, francesi, olandesi, inglesi), alla ricerca di un contatto ancora più stretto con l’ambiente naturale.  Questo modo di viaggiare permette di scoprire alcuni aspetti che rimangono sconosciuti per chi si sposta con mezzi più veloci, perché i ritmi della natura hanno bisogno di un proprio tempo per poter essere svelati e apprezzati.
In questa tematica si inserisce la filosofia dello SLOW TOURISM, una tipologia di turismo che si propone in alternativa al tutto e subito, riporta il turista, per un breve arco di tempo – quello della vacanza o del fine settimana – a ricaricare le proprie energie allineando il proprio ritmo a quello del fluire del tempo e dell’ambiente naturale, concedendosi il lusso di “osservare”, “gustare”, “sostare” e soprattutto di non guardare l’orologio.